Elettrodi DAE: dove posizionarli e perché la posizione è importante

6 settembre 20265 min di lettura

Elettrodi DAE: dove posizionarli e perché la posizione è importante
Indice dell'articolo

"Perché un elettrodo deve essere applicato sotto la clavicola destra e l'altro sul fianco sinistro?"

Dietro questo semplice gesto esiste un preciso razionale anatomico, elettrico e fisiologico, costruito su decenni di ricerca sperimentale e clinica.

Il posizionamento degli elettrodi non è stato scelto per convenzione, ma rappresenta la configurazione sulla quale sono stati condotti gli studi sperimentali, sviluppati i dispositivi e raccolta la maggior parte delle evidenze cliniche che hanno dimostrato l'efficacia della defibrillazione esterna.

Comprendere il motivo di questa scelta permette non solo di applicare correttamente gli elettrodi del DAE, ma anche di capire il razionale scientifico con cui la defibrillazione può interrompere alcune aritmie ventricolari e favorire il ripristino di un ritmo cardiaco organizzato.

Qual è la funzione degli elettrodi del DAE?

Attraverso gli elettrodi, applicati sul torace del paziente il dispositivo svolge due funzioni fondamentali:

  • La prima: acquisire il segnale elettrico cardiaco necessario all'analisi automatica del ritmo.
  • La seconda: erogare, quando indicato, l'impulso elettrico di defibrillazione.

La stessa coppia di elettrodi viene quindi utilizzata sia nella fase di analisi sia durante l'eventuale erogazione della scarica. Per questo motivo è fondamentale che aderiscano correttamente alla cute e siano posizionati in modo corretto.

Il vettore di defibrillazione: il principio elettrofisiologico alla base della scarica

La defibrillazione ha un obiettivo molto diverso da quello che spesso si immagina.

Non serve a "far ripartire il cuore"

Dal punto di vista elettrofisiologico, la scarica elettrica ha lo scopo di depolarizzare simultaneamente una massa critica di miocardio, interrompendo i circuiti elettrici che sostengono la fibrillazione ventricolare o la tachicardia ventricolare senza polso, consentendo al sistema di conduzione cardiaco di riprendere, se possibile, un'attività organizzata.

Affinché questo avvenga, è necessario che la corrente attraversi il cuore nel modo più efficace possibile.

Per questo motivo la configurazione antero-laterale rappresenta oggi il posizionamento di riferimento:

  • un elettrodo in sede sottoclaveare destra,lateralmente allo sterno;
  • un elettrodo sulla parete toracica laterale sinistra, in corrispondenza della linea ascellare media.

Questa disposizione genera un vettore di corrente che attraversa una porzione significativa del miocardio ventricolare ed è quella sulla quale si basa la maggior parte delle evidenze cliniche disponibili.

L'impedenza transtoracica: il principio fisico che influenza l'efficacia della defibrillazione

L'efficacia della defibrillazione è influenzata da diversi fattori, tra i quali rientra anche l'impedenza transtoracica, vale a dire la resistenza che il torace oppone al passaggio della corrente elettrica tra i due elettrodi.

Per raggiungere il cuore, la corrente deve attraversare diversi tessuti, come la cute, il tessuto sottocutaneo, i muscoli, la gabbia toracica e i polmoni. L'insieme di queste strutture determina un'impedenza che può variare da persona a persona in funzione di caratteristiche anatomiche individuali e della qualità del contatto tra gli elettrodi e la cute.

Un'adesione incompleta degli elettrodi o un'applicazione non corretta possono aumentare questa resistenza, riducendo l'efficacia con cui la corrente viene trasferita attraverso il torace.

I moderni defibrillatori bifasici sono progettati per adattare automaticamente la forma d'onda alle caratteristiche elettriche del paziente, compensando entro determinati limiti le variazioni di impedenza. Tuttavia, questa tecnologia non sostituisce una corretta applicazione degli elettrodi, che rimane uno dei presupposti fondamentali per una defibrillazione efficace.

Posso invertire la posizione degli elettrodi?

È probabilmente la domanda più frequente durante le esercitazioni pratiche dei corsi BLSD.

Gli elettrodi adesivi utilizzati dai DAE non sono identificati da una polarità clinica che ne impedisca lo scambio, quindi non esiste un "elettrodo destro" e un "elettrodo sinistro".

Ciò che deve essere rispettato è il posizionamento anatomico raccomandato.

Applicare gli elettrodi in una configurazione diversa da quella antero-laterale significa modificare il vettore della corrente e utilizzare un posizionamento per il quale non sono disponibili le stesse evidenze cliniche che supportano il posizionamento raccomandato.

Per questo motivo, durante un intervento di rianimazione, è sempre opportuno seguire lo schema riportato sugli elettrodi e le indicazioni del produttore del dispositivo.

Esistono situazioni in cui il posizionamento deve essere modificato?

Sebbene la configurazione antero-laterale rappresenti lo standard di riferimento, esistono alcune situazioni particolari nelle quali il posizionamento degli elettrodi deve essere adattato, ad esempio in presenza di un pacemaker o di un defibrillatore impiantabile nel punto previsto per l'applicazione dell'elettrodo, che richiede di mantenere un'adeguata distanza dal dispositivo.

Bibliografia:

American Heart Association (AHA).

2025 American Heart Association Guidelines for Cardiopulmonary Resuscitation and Emergency Cardiovascular Care.

Circulation. 2025.

European Resuscitation Council (ERC).

European Resuscitation Council Guidelines 2021: Basic Life Support.

Resuscitation. 2021;161:98-114.

European Resuscitation Council (ERC).

European Resuscitation Council Guidelines 2021: Adult Advanced Life Support.

Resuscitation. 2021;161:115-151.

International Liaison Committee on Resuscitation (ILCOR).

Consensus on Science with Treatment Recommendations (CoSTR): Defibrillation.

International Liaison Committee on Resuscitation.

Deakin CD, Nolan JP, Sunde K, Koster RW.

European Resuscitation Council Guidelines for Resuscitation 2010: Section 3. Electrical therapies: Automated external defibrillators, defibrillation, cardioversion and pacing.

Resuscitation. 2010;81(10):1293-1304.

Kerber RE, Grayzel J, Hoyt R, Marcus M.

Transthoracic resistance in human defibrillation: influence of electrode size and electrode pressure.

Circulation. 1981;63(3):676-682.

Kerber RE, Becker LB, Bourland JD, et al.

Automatic External Defibrillators for Public Access Defibrillation: Recommendations for Specifying and Reporting Arrhythmia Analysis Algorithm Performance, Incorporating New Waveforms, and Enhancing Safety.

Circulation. 1997;95:1677-1682.

Schneider T, Martens PR, Paschen H, et al.

Multicenter, randomized, controlled trial of 150-J biphasic shocks compared with 200- to 360-J monophasic shocks in the resuscitation of out-of-hospital cardiac arrest victims.

Circulation. 2000;102(15):1780-1787.

International Electrotechnical Commission (IEC).

IEC 60601-2-4: Medical electrical equipment – Part 2-4: Particular requirements for the basic safety and essential performance of cardiac defibrillators.

blog

Articoli Correlati

Altri articoli correlati che potrebbero interessarti